Olio e farina, non devono mai mancare!

Nella mia famiglia, negli anni '60, si acquistava farina a sacchetti, la quantità necessaria per almeno sei mesi. Non c'era timore potessero venirci le tarme, tutt'al più si passava al setaccio e via.

Mia nonna preferiva quella bianca, diceva che in guerra non c'era e se si trovava era scura; negli anni successivi, una volta finita la guerra, i prodotti raffinati erano i più apprezzati.
Erano uno status, come in seguito lo saranno, il frigo, il congelatore, la TV.

Il boom economico richiedeva prodotti bianchi, raffinati.
La nonna non ha mai dimenticato la fame, nonostante i tempi fossero cambiati, a casa mia nulla veniva sprecato, non c'era il superfluo ma il buono e misurato, sì. Abbondante talvolta ma mai nessuno spreco.
Lei mi diceva sempre: "quando in casa hai olio e farina sei a posto"


Appassionata di impasti e pane, dedico del tempo a cercare farine diverse, ogni farina ha una sua specificità e un suo impiego

La farina di gentil rosso, è ottima per i dolci, come la maiorca. La verna per il pane, il senatore cappelli, tagliata con grano tenero, per la pasta. Insomma, le farine hanno un mondo a parte.

Ho provato la pizza di pasta del pane con farina di grano verna (in Umbria la pizza si faceva soprattutto con la pasta del pane avanzata dalla panificazione, da qui il nome)

la lavorazione è facile e se vi organizzate, anche se siete fuori casa molto tempo, come me, potrete ottenere un ottimo risultato. Non vi spaventate, ci vuole più a spiegarla che a farla e se non vi è chiaro qualcosa potete inviarmi una mail, vi risponderò volentieri.

La farina dovete acquistarla da un buon rivenditore, macinata a pietra. Il lievito ho usato quello di birra, senza impazzire, se ne utilizzate pochissimo e fate una lunga lievitazione, la pizza viene leggera e si digerisce benissimo. Altri ingredienti, acqua, sale e olio evo; tutto qui.

Preparate per prima cosa il lievitino: 50 g di acqua dove scioglierete il lievito 7 g , 50 g di farina, impastate, coprite con un canovaccio e lasciate riposare 30 minuti.

Io utilizzo la planetaria, credetemi, va bene anche una ciotola! 450 g di farina, aggiungete 3 cucchiai di olio, il lievitino e impastate.
Aggiungete l'acqua 280 g e in ultimo, il sale sciolto in 20 g di acqua. mi raccomando il sale non deve essere messo a contatto con il lievito! impastate per bene, mettete l'impasto in una ciotola leggermente unta di olio e lasciate riposare almeno un'ora coperta, ad una temperatura di 19/20°

Trascorso il tempo necessario, prendete l'impasto e iniziate lavorarlo di nuovo, io faccio delle pieghe. Sulla tavola di legno, schiaccio la pasta e la piego su se stessa prendendo prima i due lati opposti, la giro e poi gli altri due...semplice! richiede 10 minuti.

Riponete la pasta nella ciotola e fate lievitare almeno per un'altra ora.
Questa operazione conclude la lavorazione: prendete la pasta e stendetela con le mani in una teglia in cui avrete messo dell'olio, lasciatela lievitare ancora per una mezz'ora. Nel frattempo affettate finemente la cipolla, mettetela in una ciotola con dell'acqua e sale, sarà meno forte. Spezzettate con le mani la salvia fresca. Trascorsa mezz'ora vedrete che si dovrà stendere ancora un po' aggiustatela nella teglia. Condite la pizza con la cipolla che avrete scolato, la salvia, un po' di sale e del pepe se gradite. infornare a 200° fino a che prende un bel colore dorato.

Questo tipo di impasto va bene per tanti condimenti di pizze ma meglio quelle senza pomodoro che bagna troppo la pasta. Con la cipolla è tipica umbra, io l'adoro!

Potete suddividere la lavorazione adattandola al vostro ritmo quotidiano...ne parliamo un'altra volta.