Ferragosto a Scheggino...era il titolo di un filmino in super8 della mia famiglia. Ancora lo conservo

Ho voglia di una zuppa inglese, non di una zuppa inglese qualsiasi, scomposta, rivisitata, smembrata, ri-assemblata, in verticale, in orizzontale… Ho voglia della zuppa inglese di mia madre!

I dolci in Umbria sono perlopiù legati alle ricorrenze, pani devozionali da donare al patrono oppure dolcetti in uso durante le feste comandate. Legati al calendario agricolo o a feste religiose.

Di dolci al cucchiaio poco si parla. Nelle famiglie umbre era (ed è) in uso la zuppa inglese.

Nella mia famiglia i dolci erano dominio di mia madre: soprattutto per le feste di famiglia, tra parenti e amici, era solita preparare la zuppa inglese in tre modalità diverse, secondo le occasioni.

Quella strettamente per la famiglia, con il biscotto o ciambellone avanzato, ormai duro, molto raramente succedeva;

per le feste tra parenti, ricorrenze “semplici”, con savoiardi, alkermes e crema;

e per le occasioni speciali, dove gli ingredienti erano più o meno gli stessi ma si aggiungeva una meringa all’italiana e la torta veniva passata al forno.

Durante il periodo estivo si fa stare in frigo più tempo e si gusta bella fresca come fosse un semifreddo. Ve la consiglio!

Per la festività di Ferragosto, la zuppa inglese è d’obbligo e con essa il cocomero.

Con la mia famiglia negli anni ’50 si andava a cercare un po’ di refrigerio a Scheggino e lì, in un prato che non sono più riuscita a ritrovare, ho passato i più spensierati ferragosto della mia infanzia.

Menù di ferragosto: Pasta al forno, pollo con i peperoni, zuppa inglese e cocomero.

Il dosaggio, come al solito, era ad occhio ma io ho cercato di pesare gli ingredienti che utilizzo.

Prima si prepara la crema, perché si deve raffreddare,

poi il cioccolato (facoltativo). La mia mamma lo utilizzava solo per qualche guarnizione). Lei preparava anche i savoiardi ma noi possiamo farla più semplice utilizzando quelli confezionati ma che siano di ottima qualità.

La zuppa inglese non si fa con il pan di spagna No!

 

Questa ricetta è per 8 /10 persone

Per preparare la crema:

mezzo litro di latte

85 grammi di zucchero

40 grammi di amido

4 rossi d’uovo

vaniglia (un baccello di vaniglia, lo potete usare in numerose preparazioni, in questo caso, tagliatelo a metà e grattate con la lama di un coltello i semini che metterete nel latte)

se vi piace la buccia del limone (mi raccomando senza il bianco che tutto fa diventare amaro)

montate i tuorli d’uovo con lo zucchero, aggiungete l’amido e amalgamate bene, aggiungete lentamente il latte e una volta terminato, mettete sul fuoco, a calore moderato, fino a quando non inizia a rapprendersi. Lasciate raffreddare

Per preparare il cioccolato:

In un pentolino, mettete due cucchiai di cacao amaro un cucchiaio raso di zucchero e un cucchiaio di amido e dopo averli uniti per bene, aggiungete 200 g. di latte.

Mettete sul fuoco e fate addensare girando, facendo attenzione a non farla attaccare sul fondo. A me piace il cioccolato fondente, allora prendo due quadrotti di cioccolato, aggiungo un bicchierino di cognac e un paio di cucchiai di latte, faccio sciogliere a bagno maria.

Savoiardi: ne serviranno almeno 200 g.

Rosolio e alkermes con cui inzuppare i savoiardi. Mia madre ne inzuppava uno nel rosolio e uno nell’alkermes, così da ottenere un effetto cromatico al momento del taglio.

Metto due ciotole e aggiungo i liquidi piano piano che si consumano. Dovete fare molta attenzione a non inzuppare troppo altrimenti si disfano o troppo poco risultando duri.

dopo aver preparato crema e cioccolato, iniziate a immergere velocemente i savoiardi e componete gli strati. Potete aiutarvi con un pennello da cucina per inzuppare i biscotti.

il primo strato di savoiardi, poi la crema ben distribuita, di nuovo i savoiardi e una strato leggero di cioccolato.

chiudete con la crema e qualche goccia di cioccolato per decorare.