E' maggio, si va per lumache

Per fare le lumache occorrono alcuni utensili, sono cose semplici che si hanno in casa: un secchio, ma va bene anche un canestro, un catino di quelli verdi, avete presente? una tavola e due sassi o un pesante mattone.

Si parte alla ricerca delle lumache, preferibilmente dopo un sonoro acquazzone, quindi calosce e secchio. Sempre dagli insegnamenti di nonna; nei mesi senza R, quindi: maggio, giugno….insomma senza la erre, la motivazione è che nei mesi con la erre (R), vanno in AMORE…quindi lasciamole amoreggiare e andiamo in maggio, che strano, per gli umani è il contrario, boh. C’ho fatto caso ora.

Una volta raccolte un buon numero di lumache si devono lasciar “spurgare”, quindi, se avete voglia di un piatto di lumache, lo dovrete prevedere almeno 5 giorni  prima.

Si torna dalla passeggiata, dove si è raccolto un discreto quantitativo di lumache e un bel mazzo di finocchio selvatico!

Il finocchio selvatico è fondamentale per  mettere le lumache a digiunare

Qui inizia il raccolto e la ricetta:

mi alzo una mattina prima di tutti, non ricordo il motivo, forse svegliata da qualche sogno o rumore improvviso. Vado in cucina. La cucina che avevamo , quando vivevamo tutti insieme, era piccola ma dotata di un retro cucina ricavato in un sottoscale, dove c’era la dispensa. In quel luogo veniva riposto il canestro con le lumache a cui si dava da mangiare il finocchio, coperte da una tavola che a sua volta veniva fermata da pesanti sassi.

Insomma, entro in cucina ancora insonnolita e ho la sensazione di non essere da sola, inizio a guardarmi intorno e con la coda dell’occhio mi accorgo che sopra la mia testa c’era un esercito di lumache, non solo sopra la mia testa , erano dappertutto!

Le lumache sono fortissime se si mettono a spingere tutte insieme, così  da scoperchiare il canestro e fuoriuscire invadendo tutto il sottoscale e la cucina. Lanciai un urlo e corsi da mia nonna che imprecando arrivò in cucina con le mani nei capelli. Lei era veramente fuori di sé io non riuscivo a contenermi nel ridere.

Non mangiammo le lumache quel giorno, si raccolsero, ci mettemmo molto tempo, si misero di nuovo nel canestro a “digiunare” attendendo altri due giorni. La tavola, ha mantenuto i cerchietti dell’impronta delle lumache fino alla sua pensione, i sassi li ho io in eredità, il canestro penso sia stato distrutto forse utilizzato per accendere il camino dopo tanti anni di contenitore di lumache

Ormai le lumache quasi morte per la fame furono cucinate.

Si prendono due o tre chili di lumache ben lavate, spurgate (nel racconto vi ho detto come) e lessate. Una volta lessate, alcuni le tolgono dal guscio, tagliano l'ultimo pezzetto di intestino e le infilano di nuovo nel guscio. Mia nonna diceva che era tempo perso, dopo tre giorni a finocchio, cosa avranno mai avuto nell'intestino, poverette!

 In una pentola abbastanza capiente si prepara un fumetto con un po' d'acqua, abbondante olio e le erbe odorose: aglio e cipollina fresca tritati finemente, mentuccia, menta romana, maggiorana, rosmarino, erba della Madonna, finocchio selvatico, potete legarli e comporre due mazzetti che aggiungerete in tempi diversi, uno subito e l'altro a metà cottura, anche più della metà, restano più gustose.
Si versano le lumache e si lasciano un po' insaporire rigirandole pian piano, si sfuma con del vino rosso, un bicchiere e si coprono. Una volta evaporato il vino, si aggiungono i pomodori pelati spezzati o salsa di pomodoro, si aggiusta di sale, di pepe, e s'allunga con l'acqua in cui è stata diluita un po' di conserva di pomodoro. Si fa in modo che il liquido copra le lumache.
Si lascia cuocere a fuoco lento per oltre due ore. Le lumache saranno pronte quando il sugo non scivolerà velocemente dal guscio.

la cosa più buona di questo piatto, è il sughetto, con cui si fa scarpetta con pane buono, cotto a legna